{"id":25188,"date":"2026-06-26T11:13:26","date_gmt":"2026-06-26T09:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confindustria.it\/?post_type=pubblicazioni&#038;p=25188"},"modified":"2026-06-26T11:13:26","modified_gmt":"2026-06-26T09:13:26","slug":"economia-in-stallo-petrolio-in-calo-ma-inflazione-alta-e-salgono-i-tassi-si-ferma-il-turismo","status":"publish","type":"pubblicazioni","link":"https:\/\/www.confindustria.it\/en\/publications\/economia-in-stallo-petrolio-in-calo-ma-inflazione-alta-e-salgono-i-tassi-si-ferma-il-turismo\/","title":{"rendered":"Economia in stallo: petrolio in calo, ma inflazione alta e salgono i tassi; si ferma il turismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Economia in stallo nel 2\u00b0 trimestre.<\/strong> L\u2019accordo per porre fine alla guerra in Iran \u00e8 avvolto da molte incertezze e i transiti di navi per Hormuz restano limitati. Se il prezzo del petrolio \u00e8 tornato quasi sui livelli pre-guerra, l\u2019inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito e il turismo dall\u2019estero \u00e8 in brusca frenata. Il 2\u00b0 trimestre \u00e8 atteso scontare gli impatti della guerra, il 3\u00b0 sar\u00e0 in miglioramento. L\u2019industria tiene finora e gli investimenti reggono grazie al PNNR.<\/p>\n<p><strong>Prezzo del petrolio in discesa.<\/strong> Nonostante l\u2019accordo USA-Iran, sono ancora poche le petroliere che passano lo Stretto e serviranno mesi per tornare alla normalit\u00e0. Il prezzo del Brent, per\u00f2, negli ultimi giorni \u00e8 sceso (74 dollari al barile il 24 giugno), poco sopra i livelli medi di febbraio (69 dollari), da un picco di 104 in media a maggio. Il prezzo del gas scende meno (41 euro\/mwh il 24\/6, 45 la media mensile), rimanendo per il quarto mese consecutivo sopra il livello di febbraio (33 euro in media).<\/p>\n<p><strong>Inflazione su, rialzo dei tassi.<\/strong> Spinta dai prezzi energetici a maggio (+11,9% annuo), in Italia l\u2019inflazione \u00e8 salita al +3,2% (+1,0% a gennaio), stesso valore dell\u2019Eurozona. Anche i prezzi core sono tornati a salire (+2,0% in Italia, da +1,7% in aprile) e servir\u00e0 tempo per vederli frenare. La BCE ha rialzato i tassi ufficiali a met\u00e0 giugno (2,25% da 2,00%), ma la Presidente Lagarde ha chiarito che non dovrebbe trattarsi di una forte stretta: i mercati finanziari si aspettano solo un altro +0,25 entro la fine del 2026.<\/p>\n<p><strong>Investimenti pi\u00f9 difficili.<\/strong> Le risorse del PNRR ancora per qualche trimestre favoriranno gli investimenti, ma sono peggiorate le condizioni per investire e quindi si sono ridotte le attese di crescita: l\u2019aumento dei tassi sul credito (3,56% medio in aprile) frener\u00e0 il flusso di finanziamenti, anche per investimenti; inoltre, a giugno la fiducia delle imprese di beni strumentali risale poco e resta bassa.<\/p>\n<p><strong>Consumi: segnali di frenata.<\/strong> Ad aprile gli occupati continuano a crescere, sostenendo i redditi delle famiglie, penalizzati tuttavia dall&#8217;aumento dei prezzi. Le vendite al dettaglio sono diminuite di 0,3% in volume, sia di beni alimentari che non; e a maggio gli acquisti di auto sono in flessione, dopo la dinamica positiva degli ultimi mesi. Ci\u00f2 potrebbe anticipare un calo dei consumi nel 2\u00b0 trimestre.<\/p>\n<p><strong>L\u2019industria tiene.<\/strong> Ad aprile la produzione industriale \u00e8 cresciuta dello 0,5%, sostenuta come nei due mesi precedenti da beni strumentali (+1,0%) e intermedi (+0,8%); la crescita acquisita nel 2\u00b0 trimestre \u00e8 +1,0%. A maggio il PMI si \u00e8 rafforzato in area espansiva (52,9), segnalando un lieve miglioramento della domanda, sostenuta per\u00f2 dal tentativo di accumulare scorte precauzionali di input intermedi. Lo scenario internazionale (dazi e guerra) resta il principale fattore di incertezza sul futuro.<\/p>\n<p><strong>Servizi senza traino del turismo.<\/strong> La guerra nel Golfo, come temuto, ha fermato il boom del turismo: la spesa per viaggi di stranieri in Italia ora \u00e8 in calo: -3,2% tendenziale in aprile, a prezzi correnti (da +14,7% a febbraio). L\u2019indice S&amp;P Global PMI conferma una moderata flessione del settore dei servizi in Italia (49,4 a maggio), segnalando in particolare pressioni sui costi delle aziende e calo della domanda. A giugno, la fiducia delle imprese dei servizi \u00e8 quasi ferma, dopo la flessione di aprile e maggio.<\/p>\n<p><strong>Export: battuta d\u2019arresto.<\/strong> L\u2019export italiano di beni in aprile segna un -2,8% (-3,8% l\u2019import, a prezzi costanti), ma nella media degli ultimi 3 mesi resta in crescita. Molto eterogenee le dinamiche: vendite ancora positive negli USA, migliorano in Francia e Germania, aumentano in modo robusto in Svizzera e Cina; in contrazione in Medio Oriente e anche Turchia e Spagna. Tra i settori, trainano i prodotti in metallo e risalgono le auto, rallenta il farmaceutico, restano deboli il tessile-abbigliamento e i mobili.<\/p>\n<p><strong>Eurozona: industria tedesca in calo.<\/strong> Ad aprile la produzione industriale \u00e8 scesa in Spagna (-0,5%) ed \u00e8 rimasta stabile in Francia e Germania, dove per\u00f2 \u00e8 di -0,5% la variazione acquisita nel 2\u00b0 trimestre. A maggio, i PMI manifatturieri sono in indebolimento in Germania, sulla soglia neutrale, e in Francia, appena al di sotto. Nei servizi, la Francia mostra la performance peggiore, con il PMI in calo a 44,3.<\/p>\n<p><strong>Economia USA in crescita.<\/strong> La produzione industriale a maggio \u00e8 salita meno delle attese (+0,1%), ma la dinamica nel 2\u00b0 trimestre \u00e8 molto positiva (+1,0% acquisito). Gli indici PMI e ISM manifatturiero e dei direttori degli acquisti di Chicago a maggio sono tutti espansivi e in aumento. Crescita degli occupati e basse richieste di sussidi di disoccupazione evidenziano un miglioramento del mercato del lavoro, che tende a rafforzare la fiducia dei consumatori, depressa invece dall\u2019elevata inflazione (+4,2%).<\/p>\n<p><strong>Cina a due velocit\u00e0.<\/strong> A maggio l\u2019export (+19,4% annuo) e la produzione industriale (+4,5%) restano vivaci, trainati da IA, semiconduttori, alta tecnologia; il PMI manifatturiero scende a 51,8 (da 52,2), ma resta in area espansiva per il sesto mese di seguito. Debole invece la domanda interna, con le vendite al dettaglio in calo (-0,6%), il primo da fine 2022. Nei prezzi si allarga la forbice tra un&#8217;inflazione al consumo fiacca (CPI a +1,2%) e prezzi alla produzione in forte rialzo (PPI a +3,9%, massimo dal 2022).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25189 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092237\/cf-1-26.png\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"673\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092237\/cf-1-26.png 1450w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092237\/cf-1-26-1280x594.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092237\/cf-1-26-980x455.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092237\/cf-1-26-480x223.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1450px, 100vw\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25190 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092407\/cf-2-26.png\" alt=\"\" width=\"1456\" height=\"669\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092407\/cf-2-26.png 1456w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092407\/cf-2-26-1280x588.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092407\/cf-2-26-980x450.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092407\/cf-2-26-480x221.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1456px, 100vw\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25191 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092527\/cf-3.png\" alt=\"\" width=\"1467\" height=\"664\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092527\/cf-3.png 1467w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092527\/cf-3-1280x579.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092527\/cf-3-980x444.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26092527\/cf-3-480x217.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1467px, 100vw\" \/><\/p>\n<h2>Petrolio: rischio scarsit\u00e0 non azzerato, estate critica<\/h2>\n<p><strong>Crollata la produzione.<\/strong> I dati disponibili per il periodo marzo-maggio 2026 mostrano un crollo verticale dell\u2019estrazione mondiale di petrolio (93,7 mbg, da 107,3). Tutto concentrato negli 8 paesi del Golfo: di pi\u00f9 in Arabia e Iraq, meno in Iran che \u00e8 parte in causa nella guerra, risparmiando solo l\u2019Oman. Il motivo principale \u00e8 la prolungata restrizione dei transiti nello stretto di Hormuz, insieme ai limiti fisici nella capacit\u00e0 di stoccaggio di greggio in tali paesi: ci\u00f2 non solo ha impedito a circa 20 mbg (valore pre-guerra) di uscire dal Golfo, ma ha anche costretto alla chiusura di molti impianti funzionanti. Hanno contribuito anche i danneggiamenti a varie strutture petrolifere nell\u2019area.<\/p>\n<p><strong>Risalita lenta e parziale.<\/strong> Le stime della EIA indicano una risalita lenta e parziale della produzione nel Golfo (ancora -5,6 mbg a fine 2026), anche dopo una riapertura stabile di Hormuz ipotizzata completarsi nel 3\u00b0 trimestre: smaltire l\u2019ingorgo di petroliere richiede tempo, ripristinare gli impianti danneggiati ancor di pi\u00f9. Invece, la produzione fuori dal Golfo non ha subito cadute ed \u00e8 attesa in aumento, specie nel 2027: il motivo \u00e8 l\u2019elasticit\u00e0 al prezzo dello shale oil negli USA, che \u00e8 atteso crescere molto spinto dai prezzi alti degli ultimi mesi. Questo dovrebbe calmierare le quotazioni petrolifere, e giustifica un cauto ottimismo per le economie occidentali dato che il balzo nell\u2019inflazione in Europa e America dovrebbe rimanere in larga parte temporaneo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019offerta rimarr\u00e0 per mesi inferiore alla domanda.<\/strong> Tuttavia, sul breve-medio termine, anche con la riapertura completa dello Stretto, l\u2019andamento atteso nella produzione rimarr\u00e0 molto al di sotto della domanda a livello mondiale. Secondo lo scenario elaborato da EIA, si avranno ben 10 mesi di forte decumulo di scorte (-5,2 mbg in media da marzo a dicembre): un evento raro. Questo scenario incorpora anche una contrazione della domanda mondiale, causata da due fattori: l\u2019aumento del prezzo, che nel 2026 interromper\u00e0 la tendenza decennale di espansione dei consumi petroliferi; le misure restrittive adottate in Asia. Ci\u00f2 aiuta a contenere la distanza tra domanda e offerta mondiale, ma non ad annullarla.<\/p>\n<p><strong>Impatti differenziati.<\/strong> In un tale scenario, ci sarebbero grandi differenze tra le principali aree. Gli USA sono grandi produttori di petrolio e di recente sono diventati esportatori netti di raffinati (5,2 mbg), sebbene resti un piccolo import netto di greggio (2,3 mbg); nel caso di scarsit\u00e0 di petrolio a livello internazionale, saranno moderate le ricadute in America. Viceversa, UE e ancor pi\u00f9 Cina e Giappone, dipendono quasi interamente dalle importazioni per il petrolio: prima della guerra, provenivano in buona misura proprio dal Golfo.<\/p>\n<p><strong>Un cuscinetto rassicurante.<\/strong> Un fattore molto positivo \u00e8 che prima del conflitto in Medio Oriente, in particolare nel 2025, c\u2019\u00e8 stato un significativo accumulo di scorte commerciali di petrolio, perch\u00e9 l\u2019offerta ha superato a lungo la domanda mondiale: lo shock \u00e8 arrivato nel momento migliore. Inoltre, i paesi occidentali hanno messo da parte negli anni passati un livello significativo di riserve strategiche, proprio per fronteggiare situazioni come quella attuale (1.406 mb nella UE). Negli USA, lo scenario EIA prevede un decumulo di scorte commerciali e un utilizzo massiccio di quelle strategiche (1,0 mbg in media per 6 mesi), senza scarsit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Servono misure addizionali sui consumi?<\/strong> L\u2019utilizzo delle scorte disponibili e il freno ai consumi dettato dai prezzi alti dovrebbero essere sufficienti a superare la dinamica \u201ca forma di U\u201d nella produzione di petrolio, attesa restare scarsa fino a fine anno. Il momento pi\u00f9 critico sar\u00e0 l\u2019estate 2026: tutto dipender\u00e0 da quanto ancora rimarr\u00e0 limitato il transito per Hormuz. Se rester\u00e0 a lungo, il rischio \u00e8 che servano anche in Occidente delle misure restrittive per ridurre i consumi ed evitare la scarsit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dove morderebbe la scarsit\u00e0.<\/strong> Se si verificasse una carenza di petrolio, alcune attivit\u00e0 economiche sarebbero direttamente colpite. In Italia, i dati sul 2024 del Bilancio Energetico Nazionale mostrano che greggio e raffinati sono consumati soprattutto per il trasporto merci e le auto\/moto private (84,8%); il resto \u00e8 ripartito tra industria (5,6%, in particolare la petrolchimica gi\u00e0 in difficolt\u00e0), agricoltura (4,8%), riscaldamento di casa-ufficio (4,6%); minima ormai la quota usata per la generazione di elettricit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25193 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26093454\/cf-4-26.png\" alt=\"\" width=\"697\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26093454\/cf-4-26.png 697w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/06\/26093454\/cf-4-26-480x432.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 697px, 100vw\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Economia in stallo nel 2\u00b0 trimestre. 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