{"id":24609,"date":"2026-05-20T09:51:43","date_gmt":"2026-05-20T07:51:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confindustria.it\/?post_type=pubblicazioni&#038;p=24609"},"modified":"2026-05-20T09:51:43","modified_gmt":"2026-05-20T07:51:43","slug":"guerra-in-iran-scenario-in-deterioramento-balza-linflazione-cala-la-fiducia-investimenti-in-frenata","status":"publish","type":"pubblicazioni","link":"https:\/\/www.confindustria.it\/en\/publications\/guerra-in-iran-scenario-in-deterioramento-balza-linflazione-cala-la-fiducia-investimenti-in-frenata\/","title":{"rendered":"Guerra in Iran, scenario in deterioramento: balza l\u2019inflazione, cala la fiducia, investimenti in frenata"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lo scenario continua a deteriorarsi.<\/strong> Il petrolio resta troppo caro, perch\u00e9 la tregua in Medio Oriente non ha riaperto Hormuz. Con il prolungarsi di tale shock, si va ampliando il suo impatto sulle economie: cresce l\u2019inflazione anche in Italia, scende ancor pi\u00f9 la fiducia delle famiglie e il calo si estende a quella delle imprese, rischia di bloccarsi il canale del credito. Perci\u00f2, sono a rischio frenata i consumi e i servizi, mentre l\u2019unico driver per la produzione dell\u2019industria restano, per ora, gli investimenti del PNNR.<\/p>\n<p><strong>Petrolio ancora caro.<\/strong> La chiusura dello Stretto, con transito di navi ancora ai minimi, tiene alto il prezzo del petrolio Brent: 105 dollari al barile a maggio, poco sopra i livelli di aprile (103). Si conferma che questa guerra, a differenza di quella in Ucraina, impatta meno sul prezzo del gas, che a maggio (46 euro\/mwh) resta sotto il picco di marzo (53), ma su valori ben pi\u00f9 alti rispetto a fine 2025 (28 euro).<\/p>\n<p><strong>Sale l\u2019inflazione, atteso rialzo dei tassi.<\/strong> In Italia l\u2019atteso balzo dei prezzi al consumo si \u00e8 avuto in aprile (+2,7%, da +1,5% a febbraio), con quelli energetici gi\u00e0 al +9,2% annuo, mentre finora i prezzi core rallentano (+1,7%). In Europa l\u2019inflazione \u00e8 salita prima ed \u00e8 pi\u00f9 alta (+3,0%, da +1,9%), ancor pi\u00f9 negli USA (+3,8% da +2,4%). Mentre i tassi sovrani in Europa si sono fermati a maggio (in Italia 3,81% e +79 punti base), i mercati si aspettano che la BCE inizi a giugno a rialzare i tassi ufficiali (ora al 2,00%).<\/p>\n<p><strong>Investimenti: possibile frenata.<\/strong> Gli investimenti, inclusi quelli in fabbricati non residenziali, sono ancora sostenuti in avvio di 2026 dal PNRR. Tuttavia, i dati congiunturali evidenziano un indebolimento nei due mesi di guerra: nel 1\u00b0 trimestre sono calate le richieste di credito da parte delle imprese per finanziare investimenti, a causa dello scenario avverso e sebbene il tasso pagato finora non sia salito (3,38% a marzo); in aprile, si \u00e8 ridotta ancor pi\u00f9 la fiducia delle imprese che producono beni strumentali.<\/p>\n<p><strong>Fiducia in calo, rischi per i consumi.<\/strong> Nel 1\u00b0 trimestre gli occupati sono aumentati di +0,1%, sostenendo poco il reddito reale, minacciato dai prezzi. A marzo le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,8%, con contributo positivo di alimentari e non; in aprile resta vivace la dinamica delle immatricolazioni di auto. Tuttavia, la fiducia delle famiglie ha continuato a calare segnalando un prossimo freno ai consumi, che non sono aiutati dal cuscinetto di extra-risparmio come nel 2022.<\/p>\n<p><strong>L\u2019industria tiene, ma peggioramento in vista.<\/strong> A marzo la produzione industriale ha recuperato (+0,7%), con i beni strumentali (+2,1%) al traino del PNRR e gli intermedi (+0,3%) di cui le imprese stanno facendo scorte precauzionali; ci\u00f2 ha attenuato il calo nel 1\u00b0 trimestre al -0,2%. Ad aprile, per\u00f2, il PMI segnala una domanda pi\u00f9 debole, confermata dal calo dei giudizi sugli ordini delle imprese, che fa peggiorare la fiducia, insieme alla riduzione delle attese di produzione dovuta alla guerra irrisolta.<\/p>\n<p><strong>Servizi a rischio stop.<\/strong> La crescita della spesa dei turisti stranieri in Italia (+14% tendenziale a febbraio) \u00e8 a rischio col proseguire del conflitto nel Golfo. In aprile, l\u2019S&amp;P Global PMI dei servizi \u00e8 risalito (49,8 da 48,8) ma resta in area recessiva, segnalando domanda debole; inoltre, \u00e8 calata la fiducia delle imprese dei servizi, che aveva retto a marzo, in particolare con una riduzione degli ordini per turismo e trasporti.<\/p>\n<p><strong>Resilient export.<\/strong> Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni italiane hanno continuato a crescere (+4,0% in valore sul 4\u00b0 2025); ha contribuito l\u2019aumento delle vendite sia nei paesi extra-UE (+4,8%) che in quelli UE (+3,2%). A marzo, primo mese del conflitto in Iran, la crescita delle vendite si \u00e8 consolidata, nonostante il crollo nel Medio Oriente (-52,5% tendenziale, da +15,2%), che per il momento \u00e8 stato compensato dalla forte crescita in Svizzera (+84,6%), in Cina (+23,9%) e nei principali paesi UE.<\/p>\n<p><strong>Eurozona: industria debole, servizi in sofferenza.<\/strong> A marzo la produzione industriale \u00e8 calata in Germania (-1,2%) e ha recuperato in Francia e Spagna (+1,0% e +2,4%); tuttavia, nel 1\u00b0 trimestre in media le dinamiche restano tutte negative. Ad aprile, i PMI dei servizi scivolano tutti in zona recessiva, la fiducia e le attese di occupazione segnano un forte calo nell\u2019Area, l\u2019incertezza continua a salire.<\/p>\n<p><strong>Economia USA indebolita.<\/strong> La produzione industriale in aprile cresce (+0,7%), a un ritmo poco maggiore rispetto al 1\u00b0 trimestre (+0,5%); gli indici dei direttori degli acquisti di Chicago, PMI e ISM forniscono informazioni discordanti sul manifatturiero: crolla il primo, gli altri due restano espansivi. Ma la variazione degli occupati e le richieste di sussidi di disoccupazione confermano la frenata del mercato del lavoro che, insieme al balzo dell\u2019inflazione, ha ridotto la fiducia dei consumatori in aprile-maggio.<\/p>\n<p><strong>Non rallenta la Cina.<\/strong> Nel 1\u00b0 trimestre il PIL \u00e8 cresciuto del +5,0% annuo (+4,5% nel 4\u00b0), nonostante le tensioni legate al conflitto con l&#8217;Iran. La produzione industriale ha accelerato a +6,1% nel trimestre, trainata da manifatturiero e comparti high-tech. I segnali in aprile restano positivi: il PMI manifatturiero \u00e8 salito a 52,2 (da 50,8), massimo da fine 2020, con produzione e nuovi ordini in espansione. A sostenere la crescita \u00e8 soprattutto l&#8217;export, che nel 1\u00b0 trimestre ha segnato un +14,7% annuo e in aprile ha mantenuto il ritmo, con un netto recupero delle vendite verso gli USA (+11,3%, da -26,5% a marzo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24610 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092041\/Grafico-201.png\" alt=\"\" width=\"1432\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092041\/Grafico-201.png 1432w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092041\/Grafico-201-1280x564.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092041\/Grafico-201-980x432.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092041\/Grafico-201-480x212.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1432px, 100vw\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24611 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092129\/Grafico202.png\" alt=\"\" width=\"1425\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092129\/Grafico202.png 1425w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092129\/Grafico202-1280x585.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092129\/Grafico202-980x448.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092129\/Grafico202-480x219.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1425px, 100vw\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24612 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092206\/Grafico203.png\" alt=\"\" width=\"1438\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092206\/Grafico203.png 1438w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092206\/Grafico203-1280x580.png 1280w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092206\/Grafico203-980x444.png 980w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092206\/Grafico203-480x218.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1438px, 100vw\" \/><\/p>\n<h2>PNRR: cruciale per la crescita, Italia tra i migliori<\/h2>\n<p><strong>La spesa PNRR continua a consolidarsi.<\/strong> Lo stato di avanzamento finanziario del Piano \u00e8 elevato: le procedure attivate riguardano 191 miliardi (98% della dotazione di 194,4); gli impegni finanziari raggiungono 174,5 miliardi (90%), a cui si dovranno ragionevolmente sommare 12 miliardi, su 23,8 totali, appartenenti a misure incluse in strumenti finanziari (c.d. facilities) che ad oggi non risultano ancora impegnati. La spesa gi\u00e0 effettuata \u00e8 poco pi\u00f9 bassa, pari a 113,5 miliardi a febbraio 2026 (58%), di cui circa 9 miliardi da inizio anno; ma il monitoraggio sconta persistenti ritardi e disallineamenti nei caricamenti sulla piattaforma REGIS. Le ultime stime del CSC prevedevano a 35 miliardi la spesa nell\u2019intero 2026: perci\u00f2, gli investimenti PNRR continuano ad essere il principale driver della crescita del PIL. Le risorse non utilizzate, o derivanti da risparmi di spesa, saranno dapprima accantonate presso la tesoreria dello Stato e poi, dopo il 30 giugno, potranno essere riallocate per finanziare nuovi interventi o per rifinanziare e riprogrammare misure esistenti, secondo priorit\u00e0 gi\u00e0 definite.<\/p>\n<p><strong>2026: la fase pi\u00f9 delicata di attuazione del PNRR.<\/strong> Quest\u2019anno si concentrano la chiusura amministrativa del Piano, il completamento delle opere ancora in corso e la rendicontazione finale alla Commissione europea. Dopo le revisioni intervenute nel 2025 e nei primi mesi del 2026, il Piano \u00e8 ormai entrato nella sua fase conclusiva, caratterizzata da margini temporali molto ridotti e da un forte aumento della pressione attuativa sulle amministrazioni e sui soggetti attuatori. Entro il 31 agosto dovranno infatti essere completati i 159 traguardi e obiettivi collegati alla decima rata (28,4 miliardi di euro), mentre il 30 settembre costituisce il termine ultimo per la presentazione formale delle richieste di pagamento alla Commissione.<\/p>\n<p><strong>Sul piano formale, Italia tra i paesi UE con migliore stato di avanzamento.<\/strong> Al 29 aprile 2026 risultano raggiunti 416 traguardi e obiettivi su 575, oltre il 72% del totale previsto, a fronte di una media del 50% per gli altri paesi beneficiari del programma UE (esclusi i pi\u00f9 piccoli). Con il pagamento entro maggio della nona rata, ora in fase conclusiva di approvazione, le risorse incassate salirebbero a 166 miliardi di euro, oltre l\u201985% della dotazione complessiva del Piano (contro il 53% degli altri paesi europei). Tuttavia, la fase finale dell\u2019attuazione appare pi\u00f9 complessa rispetto alle precedenti, poich\u00e9 riguarda soprattutto investimenti infrastrutturali e interventi caratterizzati da tempi realizzativi pi\u00f9 lunghi e con maggiori criticit\u00e0 operative.<\/p>\n<p><strong>I prossimi mesi sono decisivi.<\/strong> I dati disponibili sul portale Italia Domani mostrano che oltre la met\u00e0 dei progetti, in termini numerici, risulta formalmente conclusa; ma la quota prevalente delle risorse finanziarie del Piano resta associata a interventi ancora in corso di realizzazione. Circa il 70% delle risorse impegnate riguarda, infatti, progetti non ancora completati, segnalando come il buon esito della fase finale del Piano dipender\u00e0 soprattutto dalla capacit\u00e0 di trasformare gli impegni finanziari in realizzazioni effettive, entro le scadenze europee.<\/p>\n<p><strong>La Commissione UE ha rafforzato il monitoraggio in corso d\u2019opera.<\/strong> Negli ultimi mesi sono aumentate le richieste di verifica preventiva sullo stato di avanzamento dei singoli traguardi e obiettivi, con un\u2019interlocuzione continua tra istituzioni UE e amministrazioni nazionali. L\u2019obiettivo \u00e8 evitare un accumulo eccessivo di verifiche nella fase finale del 2026 e accompagnare la chiusura delle misure pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p><strong>La valutazione \u201csostanziale\u201d del Piano resta aperta.<\/strong> Iniziano a emergere le prime evidenze positive di una riduzione delle tempistiche attuative di progetti e investimenti, grazie all\u2019impatto del PNRR. Il meccanismo basato su traguardi e obiettivi ha favorito, infatti, la capacit\u00e0 attuativa. Tuttavia, restano deboli gli strumenti per valutare gli outcome effettivi e gli impatti strutturali su PIL, produttivit\u00e0, qualit\u00e0 dei servizi pubblici, divari territoriali e sociali. La fase finale del Piano, quindi, sar\u00e0 decisiva anche per verificare la capacit\u00e0 delle misure realizzate di produrre risultati duraturi in termini di crescita economica, efficienza amministrativa, riduzione dei divari nel Paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24613 size-full\" src=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092532\/pnrr.png\" alt=\"\" width=\"691\" height=\"646\" srcset=\"https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092532\/pnrr.png 691w, https:\/\/public.confindustria.it\/repository\/2026\/05\/20092532\/pnrr-480x449.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 691px, 100vw\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scenario continua a deteriorarsi. Il petrolio resta troppo caro, perch\u00e9 la tregua in Medio Oriente non ha riaperto Hormuz. 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