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02 | ago | 17 | Centro Studi
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Nota CSC N.6 - 2017 - Alta la spesa dei turisti americani in Italia e con ampi margini di crescita

di Tullio Buccellato

 

In Italia, la quota di spesa dei turisti statunitensi nel 2016 si è attestata al 13% del totale (1). Il Bel Paese concentra in sé molti elementi di attrazione per i turisti USA: in primis la cultura, che per loro è il primo fattore nella scelta delle mete di viaggio (2). Nella classifica dei paesi ad alti volumi di spesa gli americani svettano per acquisti sul mercato italiano (4,7 miliardi di euro nel 2016), con una media di 1.166 euro di acquisti pro-capite e 135 euro per notte di soggiorno.

 

L’alloggio è la prima voce di spesa (2,0 miliardi di euro), seguito da bar e ristorazione (1,1), shopping (0,8) e trasporti (0,4). Per tipologia di sistemazione, l’albergo è la soluzione più gettonata dagli americani, con un’incidenza del 69,1% sul totale della spesa per questa voce (3).

 

L’Italia vanta un patrimonio culturale e paesaggistico da record (prima al mondo per numero di siti protetti UNESCO). Tuttavia, la spesa effettuata dai non-residenti è ancora inferiore al potenziale attrattivo del Bel Paese, essendo più bassa di quella francese, tedesca e spagnola. Il CSC stima che, se tale potenziale trovasse piena espressione, la spesa dei non-residenti in Italia salirebbe del 42,8% (+15,1 miliardi di euro); per gli USA l’incremento sarebbe del 38,3%, pari a +1,8 miliardi di euro, di cui +0,8 miliardi solo per l’alloggio (+0,5 miliardi per il settore alberghiero).

 

Nel complesso, il turismo rappresenta un settore di primaria importanza per il Paese. Il suo contributo diretto al PIL è del 4,2% (5,0% per l’occupazione); se si considerano anche gli effetti indiretti sale al 10,2% (11,6% dell’occupazione) (4). Senza contare che viaggiare in Italia offre l’opportunità di poter apprezzare e vivere appieno l’esperienza del bello e ben fatto (5), trasformando i turisti in ambasciatori del made in Italy nel mondo.

 

(1) Stime CSC su dati Banca d’Italia e Banca Mondiale.
(2) Elaborazioni CSC su dati IPSOS 2016.
(3) Stime CSC su dati Banca d’Italia.
(4) Dati per il 2016 del World Travel & Tourism Council.
(5) I beni belli e ben fatti (BBF) sono quei prodotti trasformati che incorporano la cultura, le tradizioni territoriali, lo stile di vita, il paesaggio e il gusto dell’Italia, soprattutto la qualità delle materie prime e delle lavorazioni che le imprese italiane hanno ricercato e affinato nel corso del tempo (CSC e Prometeia 2017, Esportare la dolce vita, Il potenziale di mercato per il bello e ben fatto italiano nei mercati avanzati, Roma, SIPI).

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