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07 | ott | 14 | Politiche Fiscali
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Aiuti di Stato: la Commissione apre indagine formale sui tax ruling di Irlanda, Lussemburo e Olanda

Da giugno 2014 la Commissione europea ha avviato quattro indagini formali per verificare se Irlanda, Lussemburgo e Olanda abbiano violato la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato con riferimento alle imposte pagate da Apple, Starbucks, Fiat Finance and Trade e Amazon.

Background

Le quattro indagini rientrano in un piano di controlli avviato dalla Commissione su tutte le pratiche di aggressive tax planning di imprese multinazionali negli Stati Membri. I primi quattro casi riguardano Irlanda, Lussemburgo e Olanda, ma la CE ha intenzione di procedere con altri Stati. Sulle base delle informazioni disponibili, l’Italia non dovrebbe essere interessata dal controllo.

Le indagini in corso

Sotto indagine sono gli accordi di transfer pricing praticati per determinare il prezzo delle transazioni commerciali all’interno di un gruppo.

I tax ruling su accordi di transfer pricing possono contenere elementi di aiuto se riconoscono benefici, in maniera selettiva, a un’impresa o ad un gruppo d’imprese. Quando un’autorità fiscale, nell’accettare il calcolo della base imponibile proposto da una società, chiede che la subsidiary-branch sia remunerata a condizioni di mercato, la presenza di aiuto è esclusa. Tuttavia, se la remunerazione non è a condizioni di mercato, questo può comportare un trattamento più favorevole della società rispetto ad altri contribuenti e ciò può costituire aiuto di Stato.

Ad oggi la Commissione ha esaminato:

·         - i ruling emessi dalle autorità fiscali irlandesi sui profitti attribuiti ai branches irlandesi di Apple Sales International e di Apple Operations Europe nel 1991 e nel 2007;

·         - il ruling emesso dalle autorità fiscali olandesi sul calcolo della base imponibile nei Paesi Bassi per le attività produttive di Starbucks Manufacturing EMEA BV;

·         - il ruling emesso dalle autorità fiscali lussemburghesi sul calcolo della base imponibile in Lussemburgo per le attività finanziarie di Fiat Finance and Trade;

·         - il ruling emesso dalle autorità fiscali lussemburghesi sul calcolo di una royalty pagata da una subsidiary di Amazon (Amazon EU Sàrl) a una LLP lussemburghese.

Attualmente le informazioni disponibili riguardano solo le procedure che coinvolgono Lussemburgo ed Irlanda, in relazione alle società Apple e Fiat.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il Lussemburgo, la Commissione ha avviato l’indagine formale su un advanced price agreement (APA) adottato, nel 2012, in favore di Fiat Finance & Trade, società lussemburghese controllata al 40% da Fiat S.p.A. e al 60% da Fiat Finance S.p.A. che provvede al finanziamento delle altre società del gruppo e alla gestione del servizio di tesoreria.

L’APA del 2012, al centro dell’indagine, riguarda il metodo di calcolo adottato per la determinazione della remunerazione dei capitali utilizzati da Fiat Finance & Trade nelle operazioni di finanziamento e tesoreria; analizzando il metodo di calcolo utilizzato, la Commissione ne pone in dubbio la correttezza alla luce della tipologia di società coinvolta e del settore in cui opera e la conformità con la normativa comunitaria.

La procedura che coinvolge l’Irlanda ha, invece, per oggetto due APA adottati nel 1991 e nel 2007 nei confronti di Apple Operations Europe (subsidiary di Apple Inc.) e Apple Sales International (subsidiary di Apple Operations Europe). La Commissione ha concentrato la propria indagine sul’effetto combinato tra i due APA citati e un accordo di cost sharing (siglato tra Apple Inc., Apple Operations Europe e Apple Sales International per ripartire tra le consociate i costi di ricerca e sviluppo) che si sarebbe tradotto, secondo la ricostruzione di Bruxelles, in una ripartizione non corretta del reddito complessivo del gruppo.

 

La procedura

Dal momento della pubblicazione in GUUE della decisione di apertura dell’indagine formale da parte della CE, tutte le parti interessate possono formulare le loro osservazioni entro un termine stabilito, di norma non superiore a un mese. Al 7 ottobre 2014 risultano pubblicate sul sito della CE le decisione relative a Apple, Starbucks e Fiat ma non in GUUE. Non ancora disponibile, sul sito della CE, la decisione relativa ad Amazon. Le osservazioni ricevute vengono comunicate allo Stato membro interessato che, a sua volta, ha diritto di replica entro un mese.

L’indagine si concluderà con una decisione della CE entro 18 mesi dall’apertura dell’indagine formale. Il termine può essere prorogato di comune accordo tra CE e Stato membro.

Nel corso dell’indagine formale la CE può chiedere informazioni anche alle imprese o associazioni di imprese, irrogando sanzioni in caso di informazioni incomplete o inesatte.

Il Lussemburgo, a differenza di Olanda e Irlanda, non ha fornito alla CE tutte le informazioni richieste già durante la fase di esame preliminare della misura, per questo la CE potrà richiedere le informazioni mancanti alle imprese beneficiarie dei ruling (Fiat Finance and Trade e Amazon).

In caso di decisione negativa, la CE potrà obbligare gli Stati membri interessati a recuperare gli aiuti illegali concessi ai beneficiari.

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Referenze

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