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Considerazioni economiche - Made in Italy nel mondo
Con riferimento alle schede pervenute relativamente al Made in Italy il 54% sono quelle di imprese situate nel Nord del Paese,
il 41% nel Centro e il 5% nel Sud. Di esse il 49% appartiene al settore meccanico, il 22% a quello della moda
(tessile, abbigliamento, gioielli e calzature), il 5% ad imprese operanti nel settore chimico e il 5% a quello turistico, il 2,7% ad imprese
operanti nel settore della gomma e della plastica, il 2,7% della nautica, il 2,7% della sanità e il 2,7% dell'informatica e circa l'11%
in altri settori tra cui quello della carta, delle apparecchiature e dei servizi.
Quanto alle dimensioni in termini di numero di addetti il campione esaminato include imprese di piccole,
medie e grandi dimensioni in ragione rispettivamente del 25%, del 43% e del 32%. Sono assenti le micro imprese
(con meno di 10 addetti). In termini di fatturato il campione si presenta un po' divergente rispetto alle dinamiche nazionali,
in quanto presenta per settore e per dimensione di impresa risultati di gran lunga superiori rispetto a quelli medi stimati dall'Istat.
Il campione esaminato, seppure risulti un poco sottorappresentato con riferimento alle imprese meridionali, costituisce senza
dubbio un campione rappresentativo della struttura produttiva del Paese che si colloca autorevolmente sui mercati internazionali,
in particolare esso si compone della parte trainante per l'economia nazionale di tale gruppo di imprese. In effetti le imprese che hanno
partecipato a questa selezione rappresentano proprio il segmento più dinamico e vitale del Made in Italy così come lo abbiamo identificato.
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