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Trib. Milano, Ufficio del Gup, decreto di rinvio a giudizio 13 giugno 2007 (applicabilità alle società estere)

25 Settembre 2008
AMBITO DI APPLICAZIONE
 
Nell’ambito di uno dei procedimenti pendenti per il caso Parmalat, il Gup di Milano ha disposto il rinvio a giudizio di diverse banche estere, imputate per responsabilità amministrativa dipendente dal reato di aggiotaggio ex art. 2637 del codice civile, rigettando in tal modo la tesi difensiva incentrata sulla non applicabilità nei loro confronti del d.lgs. n. 231/2001, in quanto società estere.

L’autorità giudiziaria ha motivato la propria decisione richiamando l’art. 34 del citato decreto, che dispone l’applicabilità del codice di procedura penale nel processo per l’accertamento della responsabilità amministrativa dell’ente, in quanto compatibile. Nel provvedimento è, altresì, richiamato l’art. 36 del decreto 231/2001, secondo cui la competenza per gli illeciti amministrativi dell’ente appartiene al giudice penale chiamato a conoscere i cd. reati-presupposto.

Ciò comporta che il giudice italiano è competente a procedere nei confronti dell’ente, anche qualora abbia sede all’estero, ogniqualvolta sussista la giurisdizione italiana in ordine al reato da cui dipende la responsabilità amministrativa ex decreto 231.

Nel caso di specie, trattandosi di reato-presupposto commesso in Italia, per il quale il giudice italiano risulta competente a prescindere dalla nazionalità dell’autore del fatto (cd. principio di territorialità della legge), l’autorità giudiziaria si è ritenuta competente a giudicare anche la responsabilità amministrativa degli enti esteri.

Reato presuppostoAggiotaggio ex art. 2637 c.c.
ProcedimentoUdienza preliminare per decisione su richiesta di rinvio a giudizio