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Class action UE - Risposta di Confindustria alla consultazione della Commissione UE

Roma, 2 Maggio 2011
Affari Legislativi
Il Direttore Marcella Panucci


Lo scorso 4 febbraio la Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica in tema di collective redress - Towards a Coherent European Approach to Collective Redress - con l’obiettivo di valutare l’opportunità di un intervento comunitario in questa materia e la portata dello stesso.

La consultazione fa seguito a una lunga attività di analisi e studio svolta dalla Commissione sui meccanismi, giudiziali e stragiudiziali, di enforcement dei diritti in ambito UE.

Il documento segna un’importante evoluzione del dibattito sulla class action comunitaria, in quanto adotta un approccio “orizzontale” alla materia, che supera i tentativi fatti in passato di puntare su legislazioni settoriali - la DG Comp si era spinta fino al punto di presentare una proposta di direttiva sul private enforcement del diritto antitrust - cui Confindustria si era opposta.

Considerata la rilevanza del tema sia a livello comunitario che nazionale, Confindustria ha risposto a questa nuova consultazione (v. doc. all.), evidenziando anzitutto la sua contrarietà rispetto all’eventualità di un intervento comunitario che imponga nuovi strumenti di ricorso collettivo. Infatti, gli ordinamenti dei diversi Stati membri già contemplano meccanismi volti ad assicurare adeguata tutela dei diritti dei consumatori, anche attraverso appositi strumenti di aggregazione processuale utilizzabili per i cd. small claim. Per l’Italia rileva, in particolare, la disciplina dell’azione di classe, approvata all’esito di un lungo dibattito ed efficace dallo scorso anno.

Su un piano diverso, vale a dire per l’ipotesi in cui la Commissione decida comunque di intervenire, è stata poi sottolineata la necessità di evitare l’imposizione di un modello unitario di class action, con una disciplina armonizzata nei dettagli, che rischierebbe di porsi in contrasto con le specificità delle regole processuali vigenti negli Stati membri. Un’eventuale intervento comunitario dovrebbe quindi limitarsi all’individuazione di principi comuni, cui uniformare le singole regolamentazioni nazionali.

A questo proposito, Confindustria ha anche evidenziato come la disciplina dell’azione di classe italiana possa rappresentare un utile punto di riferimento, in quanto, come confermato dalle prime applicazioni giurisprudenziali, è in grado di assicurare un corretto equilibrio tra il rafforzamento delle tutele dei consumatori e l’esigenza di evitare strumentalizzazioni a danno delle imprese. Sulla base di questa considerazione, nelle risposte ai singoli quesiti posti dalla Commissione sono stati quindi individuate le caratteristiche irrinunciabili che, a giudizio di Confindustria, un’ipotetico intervento comunitario in questo settore dovrebbe presentare.


Allegati

Consultazione UE collective redress-Risposta Confindustria [392 Kbytes - <2 min.@56Kb/s]

 

Per informazioni rivolgersi a:
AL - Affari Legislativi  |  Riferimento: Matonti Antonio
Telefono: 065903485  |  E-mail: a.matonti@confindustria.it
AL - Affari Legislativi  |  Riferimento: Grasso Luigia
Telefono: 065903521  |  E-mail: l.grasso@confindustria.it